Giulietto Accordi. Una memoria

Giulietto Accordi, 13 aprile 1912 -19 giugno 1987

Decimo di undici figli nasce il 13 aprile 1912 da Aissa Faccini e Artibano

Accordi. La madre casalinga, il padre, trasferitosi da Sanguinetto a Susti-

nenza di Casaleone per lavoro, artigiano calzolaio. Calzolaio è il suo pri-

mo lavoro, ma la passione per la pittura è talmente forte che lo spinge a

lasciare Sustinenza per fare l’affrescatore d’interni per potersi mantenere

agli studi e mandare qualche soldo a casa.

L’esperienza di calzolaio e la bravura di pittore gli permettono di arroton-

dare disegnando i modelli di scarpe per Magli di Bologna. Affresca parec-

chi palazzi entro e fuori provincia e anche la chiesa di Sustinenza dove, il

12 ottobre 1939, si sposa con Lidia Bissoli, una giovane del luogo. I primi

anni di matrimonio, lavorando affiancato dalla moglie crea un partico-

lare colore per interni ad acqua e ne ottiene il brevetto. Finisce gli studi

alla Brera di Milano e si iscrive alla Cignaroli, nel frattempo si trasferisce

a Sanguinetto dove, nel 1941 nasce il figlio primogenito Giuliano. Lascia

gli studi e si dedica all’insegnamento del disegno e della storia dell’arte

nella scuola di Ostiglia che lascerà, pochi anni dopo, per insegnare nel-

la scuola religiosa delle Canossiane di Legnago e nella scuola media di

Sanguinetto da lui fondata e della quale diviene preside. Nel 1947 nasce

la secondogenita Giuliana.

Oltre alla fondazione della scuola media, che in seguito riuscirà a far di-

ventare statale, crea delle scuole d’arte per artigiani del luogo nel paese

e nei paesi limitrofi. La sua attività artistica è instancabile: quadri ad olio,

xilografie, acquerelli, ed a lui si deve l’introduzione in Italia di una nuova

tecnica di produzione di litografie su carta. Oltre alla attività di pittore,

riceve premi in Italia e all’estero, vince un concorso nazionale come mi-

glior cartellonista pubblicitario, ma non si ferma a questo: illustra anche

libri per ragazzi.

Tra il 1949 e il 1950 fonda un premio di letteratura per l’infanzia che inti-

tola “premio Castello” (che con gli anni è diventato di fama nazionale) e

un premio intitolato a Bruno Roghi per la miglior tesi di laurea.

Pur non essendo iscritto ad alcun partito partecipa attivamente alla vita

politica del paese e, nel 1960, viene eletto sindaco, carica che terrà per

tre legislazioni fino al 1975. Molte sono le opere che in questi 15 anni lo

portano ad essere un personaggio molto amato, anche per la sua grande

umanità e sensibilità. Tra queste opere l’asilo infantile e la piazza dedica-

ta al medico Giulio Nascimbeni. Nel 1960 il presidente Gronchi gli con-

ferisce l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica e nel 1961

quella di Commendatore, nel 1963 il presidente Segni lo nomina “Gran-

de ufficiale al merito della Repubblica”.

Il 1963 è un anno speciale per lui: gli nasce la terzogenita Marta e riesce,

contro il parere sfavorevole della stessa giunta comunale, minacciando

le proprie dimissioni, a far insediare a Sanguinetto lo stabilimento Knorr

che cambierà radicalmente l’economia del paese.

Pur tra impegni scolastici e politici riesce ad insegnare e soprattutto a di-

pingere e nel 1978 il presidente Leone gli conferisce il “diploma di meda-

glia d’oro ai meriti della scuola, della cultura e dell’arte”.

Pur non avendo fatto il militare per motivi di salute è carabiniere e fante

del genio onorario ed ha disegnato alcuni monumenti per l’Arma.

Poco più che settantenne lascia l’insegnamento per dedicarsi completa-

mente alla pittura, purtroppo il 31 gennaio del 1987 viene colpito da un

ictus che lo paralizza parzialmente, ma la voglia di dipingere lo spinge a

farlo anche con la mano sinistra aiutato a fissare i disegni a pastello dalla

moglie Lidia che, per 48 anni, gli è rimasta sempre accanto.

Muore il 19 giugno del 1987, ma per chi l’ha conosciuto, amato e stimato

è ancora tra noi perché: “Nessuno muore in terra finché rimane nel cuo-

re di chi resta”.

Lettera a papà

21 aprile 2024

Caro papà il 13 aprile hai compiuto gli anni, non siamo riuscite a far pub-

blicare questa lettera in tempo, ci dispiace ma gli auguri fanno piacere

anche se in ritardo.

Siamo andate a vedere la mostra del concorso di pittura, ceramica e scul-

tura che ti hanno dedicato.

Il giusto riconoscimento per chi, come te, ha dato tanto al proprio paese:

dalla fondazione della scuola media che sei riuscito a far diventare stata-

le, alle scuole di arte per i lavoratori e non per ultimo la creazione del pre-

mio di narrativa per ragazzi (premio Castello), premio che nel corso degli

anni ha assunto sempre più importanza a livello nazionale.

Che ne dici se alleghiamo a questa lettera la tua storia? pensiamo ti pos-

sa far piacere.

Ti vogliamo bene papi e avremmo dovuto dirtelo molte più volte quan-

do eri con noi. Ricorda comunque che ci sei ancora accanto e soprattutto

sei nei nostri cuori. Ancora tanti auguri papà

Giuliana e Marta.

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